× Home Audizioni e Concorsi Orchestre
LA NETFLIX DELLA CULTURA ITALIANA - Racconto tragicomico

Dal BLOG di Professori d'Orchestra.it

LA NETFLIX DELLA CULTURA ITALIANA
Racconto tragicomico di un progetto innovativo
di MATTEO DI IORIO - 4 DICEMBRE 2020

La “Netflix” della cultura italiana è stata ufficializzata e sarà operativa dai primi mesi del 2021.

Il discusso progetto del MIBACT (Ministero per i beni e le attività culturali) firmato Franceschini “finalmente” prende forma, lo strumento “tecnologicamente innovativo” sarà realizzato da una società partecipata controllata al 51% da CDP (Cassa Depositi e Prestiti) mentre per il controllo del rimanente 49% è stata selezionata la CHILI SPA.

Alcune riflessioni affollano la mia mente durante la lettura del comunicato ufficiale di CDP sulla presentazione del progetto. 

La prima domanda (che in realtà alberga in me da sempre) è “Perché?”.
Voglio dire: ogni istituzione, orchestra, compagnia teatrale ha i propri canali social dove trasmettere concerti ed eventi in streaming, veramente il ministro non sa che da settembre quasi tutte le realtà teatrali, che tra l’altro operano regolate dal suo ministero, stanno svolgendo le stagioni concertistiche, liriche ecc.in streaming e in diretta su YouTube, Facebook ed altre piattaforme web? Perché investire 10 milioni di euro di soldi pubblici per realizzarne un’altra simile? 
Se il problema fosse quello di distribuire contenuti a pagamento e quindi di agevolare le casse delle istituzioni che producono contenuti vorrei far notare che esistono già strumenti di Facebook ed altre aziende che lo permettono.  

Andiamo avanti. Riguardo all’obiettivo dell’operazione le prime risposte alle mie domande arrivano immediatamente, già leggendo le prime righe del comunicato: “La piattaforma – prevista dal DL Rilancio – sarà operativa dai primi mesi del 2021 e ha l’obiettivo di sostenere il settore delle performing arts, particolarmente colpito nel corso di quest’anno dalla pandemia da Covid-19.”
Capito? Sostenere le “performing arts”.
E noi che speravamo che nel 2021 le “performing arts” potessero gradualmente e con le dovute misure di sicurezza tornare verso la normalità… cioè delle “performing arts” dal vivo, con il pubblico.
E invece no! La buona notizia però è che, se non ho capito male, dall’anno prossimo le istituzioni avranno una piattaforma che permetterà loro di fare “performing arts” in diretta streaming, cosa che già fanno da settembre su altre piattaforme, causa emergenza Covid…no, aspettate un attimo… il nuovo progetto nasce proprio per affrontare l’emergenza Covid, tipo cane che si morde la coda…sono più confuso di prima!

Ok, andiamo alla seconda perplessità, su questo il comunicato stampa davanti ai miei occhi mi brucia sul tempo perché CDP sottolinea subito che in fase di analisi c’è stata una “interlocuzione” con la RAI ma che poi alla fine è stata selezionata la CHILI SPA, una sottolineatura che suona come una (non) risposta alla più grande delle critiche (nonché la mia seconda perplessità di questo racconto tragicomico) mosse al progetto che il ministro Franceschini “spoilerava” nei mesi scorsi e cioè: (se proprio la vogliamo fare sta Netflix della cultura italiana) “Perché non farla con la RAI? Perché non potenziare i canali di distribuzione delle piattaforme e app RAI che già abbiamo?” Oggi sappiamo solo che verrà realizzata con la CHILI SPA selezionata “per la sua esperienza internazionale nel settore, l’innovativa infrastruttura tecnologica utilizzata e il know-how strategico-commerciale utile all’espansione della piattaforma” ma che c’è stata anche una “interlocuzione” con la RAI.

Rincuorato per aver appreso dell’esistenza di un partner così (sia chiaro: senza nulla togliere alla CHILI SPA che sicuramente è un’azienda leader nel proprio settore) mi convinco che ne valga la pena: “questo progetto s’ha da fare!”.
La nuova piattaforma avrà quel qualcosa in più che i colossi del web non hanno, cerco minuziosamente tra le righe et voilà: “Il nuovo progetto si distingue rispetto alle principali piattaforme generaliste che distribuiscono serie tv e contenuti cinematografici per la diffusione di contenuti live e il focus sul settore culturale”
Capito? La diffusione di contenuti live!
Non ditelo a quel furbacchione di Zuckerberg sennò va a finire che ci copia! 

A questo punto con la "diffusione dei contenuti live" io non ho più dubbi, non vedo l’ora di abbonarmi, se voi diffidenti avete ancora qualche perplessità vi linko il comunicato ufficiale di presentazione, leggetelo e ditemi se è solo un brutto sogno.

MATTEO DI IORIO
twitter

CDP: "AL VIA IL PROGETTO PER LA PIATTAFORMA DIGITALE DELLA CULTURA: TEATRO, MUSICA, ARTE LIVE E ON-DEMAND" - comunicato ufficiale